La saggezza della bicicletta

Possiamo definire saggio un oggetto inanimato come la bicicletta? Se ragioniamo prendendo alla lettera la domanda la risposta ovviamente è no. Tuttavia, progredendo di qualche passo fino a spingerci oltre il giudizio superficiale non faremmo fatica ad accorgerci che la questione presenta molteplici sfaccettature. 

La bicicletta in quanto tale è un mezzo di trasporto che serve per spostarsi da un punto A a un punto B. La spiegazione del fenomeno, esaminato dal punto di vista meccanico, non fa una piega, eppure non è ancora sufficiente. Per muoversi essa necessita di una spinta decisa delle gambe sui pedali e di un equilibrio che il conducente acquisisce soltanto con l’esperienza. Ciò significa che è la nostra forza fisica e mentale a farla funzionare. Ecco quindi che subentra un secondo elemento, cioè quello umano. 

Senza una persona che pedali la bicicletta non va da nessuna parte, è lapalissiano. Ora, avendo constatato che è l’uomo a governarla possiamo affermare che la bicicletta sarà più o meno saggia a seconda di chi la guida. In termini di cultura materiale essa non è nient’altro che una prosecuzione del nostro corpo, una propaggine che diventa tale solo dopo un costante esercizio.

Tale esercizio implica un’azione che nell’andare in bicicletta risulta fondamentale: il movimento. Per impararlo si attua dapprima in un contesto di prossimità che può essere ad esempio un posto sicuro come il cortile di casa. Dopodiché, una volta raggiunta familiarità col mezzo, la curiosità e la voglia di scoperta spingono a esplorare oltre: l’isolato, il quartiere, la città, la campagna e via dicendo.

Così la bicicletta si trasforma in men che non si dica in un mezzo di conoscenza, di sé stessi e dell’ambiente che ci circonda. Del resto lo aveva scritto pure Hemingway: «è andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese. In questo modo te le ricordi come sono veramente, mentre in automobile ti restano impresse solo le colline più alte, e non hai un ricordo tanto accurato del paese che hai attraversato in macchina come ce l’hai passandoci in bicicletta».

Lo scrittore aveva ragione da vendere. La bicicletta è il modo migliore per scoprire quel che ci sta attorno. Non con i ritmi indiavolati e senza anima della modernità, ma con lentezza, quella qualità che il mondo contemporaneo sembra avere dimenticato, tutto preso com’è da volere dimostrare chissà cosa. 

La tranquillità che infonde il pedalare è la medesima che ci occorre per godere al meglio della bellezza, sia quella creata dalla Natura che dall’uomo. Un bel panorama, un dipinto, una scultura, un edificio non si possono gustare appieno se osservati senza un minimo di attenzione. Ricordo che anni fa agli Uffizi restai esterrefatto di fronte a una turista che invece di fermarsi ad ammirare i capolavori che aveva intorno si preoccupava più di fotografarli con l’immancabile smartphone, dimenticando di trovarsi in un museo e credendo forse di giocare al tiro a segno del luna park. 

Evidentemente quella persona non era mai stata educata all’osservazione ragionata dell’arte e più in generale delle immagini. Per lei era più importante scattare impulsivamente fotografie che probabilmente poi non avrà nemmeno più rivisto. Invece per apprezzare meglio il mondo in cui viviamo penso sia utile agire in maniera opposta, fermandoci a riflettere a fondo su quello che stiamo guardando

L’arte a portata di bicicletta è lo slogan di questo blog che contiene due significati: il primo, testuale, è relativo alle opere che possono essere raggiunte pedalando; il secondo, figurativo, si riferisce al tempo necessario per interrogare paesaggi, chiese, musei, quadri, statue e su come interrogarli. 

Per come la intendo io, in questo sta la saggezza della bicicletta, alla quale vorrei fare lo stesso augurio che le fece l’antropologo Marc Augé: «sarebbe bello se essa potesse diventare lo strumento silenzioso ed efficace di una riconquista delle relazioni e dello scambio di parole e sorrisi».

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