Non crediamo che Alassio necessiti di una lunga presentazione. Arcinota località balneare della riviera di Ponente ligure, posta nel bel mezzo del litorale che parte da Capo Santa Croce a est e giunge a Capo Mele a ovest, Alassio ha cominciato a cambiare pelle nel XIX secolo grazie alla ferrovia Genova-Ventimiglia. L’intensificarsi dei trasporti su rotaia l’ha fatta conoscere a chi l’aveva magari solo sentita nominare. La sua vocazione turistica nacque proprio in quel periodo, incentivata soprattutto dalla comunità inglese, famiglia Hanbury in testa, che ne fece una sorta di colonia, stravolgendone il volto a cominciare dalle architetture delle ville, sia quelle in riva al mare che quelle spostate più in collina. 

Alassio vale sicuramente una visita, a partire dal suo Muretto, decorato dalle piastrelle firmate dalle più importanti celebrità della politica, dell’arte, dello spettacolo e dello sport. Ideato nel 1953 da Mario Berrino e da Ernest Hemingway che era facile trovare seduto al tavolino dell’attiguo Caffè Roma a sorseggiare qualche cocktail, il Muretto di Alassio è cantato anche nell’omonima canzone dei fratelli Rizzo, i quali per esigenze metriche hanno spostato la data di inaugurazione al 1956: «qui nel cinquantasei, c’era pure Hemingway». 

Muretto a parte, da vedere – perché è impossibile non vederla dato che si staglia in mezzo alla baia – l’isola Gallinara, dalla lunga storia, oggi eletta riserva naturale e da anni contesa tra Albenga e Alassio , il budello che taglia in due il paese con i suoi negozi che attraggono frotte di turisti e la Pinacoteca Carlo Levi, ospitata a Palazzo Morteo, edificio del XVII secolo in cui sono custodite le opere pittoriche dello scrittore di Cristo si è fermato a Eboli, che aveva fissato Alassio come residenza estiva, esattamente come il collega Italo Calvino aveva fatto per Sanremo. 

I gustosi Baci di Alassio, creati alla Pasticceria Balzola

Ad Alassio ci si va per fare il bagno, per prendere il sole, per passeggiare sul lungomare, per gustarsi una buona cena, magari all’Osteria Mezzaluna dove tutte le sere si suona, e assaporare i baci, i “dolci della gentilezza” come li aveva definiti D’Annunzio: due cialde morbide alla nocciola, miele e cacao amaro che racchiudono una ganache al cioccolato, serviti la prima volta dalla pasticceria Balzola, tuttora attiva. Ad Alassio ci si va per tutti questi motivi e anche… per pedalare. Già perché per gli amanti della bicicletta la varietà dei percorsi è sorprendente.

Cominciamo col dire che qui di pianura se ne fa poca. Anche se si corre lungo l’Aurelia, per ricalcare gli ultimi chilometri della Milano-Sanremo si porta a casa un discreto dislivello: Capo Mele, Capo Mimosa e Capo Berta sono il preludio alla Cipressa e al Poggio. Volendo si può aggiungere la Civezza che si prende subito dopo Imperia seguendo il cartello Poggi. Si taglia una parte dell’Aurelia e si sbuca a San Lorenzo a Mare poco prima di attaccare la Cipressa. Al ritorno, per evitare il traffico, è consigliabile spingersi sulla ciclabile che nel suo ultimo tratto, inaugurato pochi mesi fa, si ferma a Diano Marina

Quote rosa, il murale dell’artista Robico lungo la panoramica Solva-Vegliasco

Il divertimento è assicurato se l’intenzione è di esplorare l’entroterra. Da Alassio si comincia subito a salire. Da Moglio in poco meno di 10 km si guadagnano circa 400 metri di dislivello che aumentano se si opta per Solva. Lì la strada presenta pendenze a doppia cifra ma per pochi tratti. Poi in mezzacosta si percorre una suggestiva panoramica che conduce al Santuario di Nostra Signora della Guardia, dove ogni anno è posto il traguardo della Granfondo di Alassio. Sempre da lì si passa davanti al monumentale murale Quote rosa dell’artista Robico (Roberto Collodoro) che ritrae tutti i presidenti della Repubblica Italiana su sfondo rosa (passato a marrone per volere della Soprintendenza). 

Scendendo da Madonna della Guardia (girare a sinistra e poi allo stop a destra) o da Moglio ci si immette sulla tranquilla panoramica del Testico, tutta dolci saliscendi e curve. Dopo la chiesa, sosta alla fontanella con la statuetta della Madonna dei ciclisti e due scelte: dritti si va al Passo Ginestro, mentre a sinistra ci si butta in picchiata verso Stellanello, Andora, poi o Colla Micheri (girare alla prima a sinistra dopo la rotonda dell’autostrada) o Andora, Capo Mele e si rientra ad Alassio. Al Ginestro si può scendere a Casanova Lerrone, non prima di una piccola deviazione prima di Degna per andare a Nostra Signora della Visitazione, chiesetta nascosta dalla vegetazione eretta dove si dice che la Vergine Maria apparve a una piccola pastorella sordomuta. 

Dopo Casanova Lerrone la strada si allarga permettendo di rilanciare agilmente la bicicletta. Si finisce a Garlenda dove si trova il Museo delle 500 e dove qui ogni anno si radunano migliaia storiche utilitarie Fiat. Anche in questo caso le opzioni sono due: salire da Paravenna (occhio agli ultimi tre chilometri fuori dall’abitato che sono molto duri) per ricongiungersi alla Panoramica del Testico o proseguire per qualche km e dopo Villanova d’Albenga svoltare a destra e inerpicarsi lungo i tornanti di Caso (altra frazione alassina). Per evitare altro dislivello seguire per Albenga. Attenzione perché se si sbuca sull’Aurelia la galleria San Martino è interdetta alle bici. Obbligatorio entrare nella cittadina ingauna e re-immettersi sulla Statale subito dopo il tunnel. 

La piccola chiesetta di Nostra Signora della Visitazione in frazione Degna

Questi in linea di massima sono i percorsi cicloturistici che offre Alassio nelle sue immediate vicinanze. Una volta selezionato l’itinerario tutte le strade sono bene segnalate, compresi i sentieri per gli amanti della mountain bike con l’avvertenza di affrontarli previa preparazione tecnica adeguata perché alcuni sono molto esposti e veramente difficili per eventuali neofiti. Per chi invece predilige le lunghe distanze può spingersi a Ceriale, deviare a Cisano sul Neva e da lì ripercorrere la Granfondo di Laigueglia (110 km e 1.700 metri circa di dislivello) o scalare Colle Caprauna a 1.379 metri sul livello del mare, spartiacque tra la piemontese Val Pennavaira e la ligure Valle d’Arroscia, scollinare verso Garessio, risalire i pochi chilometri che conducono a Colle San Bernardo, dominato dalle gigantesche pale eoliche e dai ruderi di vecchi alberghi che lo rendono luogo al limite dello spettrale, e gettarsi in picchiata nuovamente verso Cisano sul Neva. Volendo, per allungare ulteriormente si potrebbe addirittura andare verso il Melogno, ma in questo caso si andrebbe a indagare un altro territorio che magari affronteremo più nel dettaglio in futuro. 

Se da Alassio invece ci fosse la volontà di esplorare a ovest si aprirebbe un altro ventaglio di possibilità. Del ripercorrere le strade della Classicissima di Primavera abbiamo già detto. Da Laigueglia si può fare Colla Micheri dal versante affrontato dalla corsa dei professionisti; da Andora il Testico da Stellanello; da Cervo si può salire a vedere il centro storico che affaccia sul mare; da Diano Marina si può prendere per Diano Castello e Diano Arentino e sbucare sulla via che conduce a Colle San Bartolomeo, non prima di essere passati da Monti; da Imperia ecco Col di Nava, tutta la Valle d’Arroscia e Colle d’Oggia. E si potrebbe proseguire oltre, ma anche qui vale il discorso fatto per la zona di Loano, ossia che merita un approfondimento a parte. 

Gallinara vista dalla spiaggia di Alassio

Non abbiamo parlato dei panorami e dei profumi che il cicloturista incontrerà nel suo viaggio. Quelli li lasciamo scoprire a lui. Possiamo anticipare soltanto che dall’inconfondibile odore di mare si passa presto a quello inebriante delle distese coltivazioni di basilico, poi a quello di resina dei pini e ancora a quello della macchia mediterranea, pungente del mirto, dolce del lentisco. Alassio e i suoi dintorni insomma sono tutti da scoprire. Quale modo migliore per gustarli appieno con gli occhi, con il naso e con la pelle se non vivendoli al ritmo lento e spensierato di una bella pedalata all’aria aperta?

Ecco nel dettaglio dieci percorsi ad anello da Alassio con le relative altimetrie. Naturalmente i percorsi sono intercambiabili e mescolabili. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Avrei voluto inserire un link a Strava, ma non so per quale oscura ragione il programma non me lo permette (so che questo non si dovrebbe puntualizzare, ma io lo faccio lo stesso) 

  1. Alassio-Sanremo andata e ritorno: 110 km, 1.165 dsl (con variante Civezza 1.338 dsl)
  2. Moglio, Crocetta, Testico, Capo Mele: 45 km, 610 dsl
  3. Testico, Ginestro, Paravenna: 70 km, 1.200 dsl
  4. Crocetta, Ginestro, Capo Mele: 65 km, 1.100 dsl
  5. Crocetta, Ginestro, Torria, Diano Arentino: 74 km, 1.350 dsl
  6. Madonna della Guardia, Paravenna, Ginestro. 82 km, 1.400 dsl
  7. Colla Micheri, Testico, Ginestro: 62 km, 1.150 dsl
  8. Caprauna, Colle San Bernardo: 120 km, 2.000 dsl
  9. Granfondo Laigueglia: 110 km, 1.700 dsl 
  10. Granfondo Alassio: 88 km, 1.800 dsl
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