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Il mio primo incontro con Francesco Guccini risale più o meno alla metà degli anni Novanta. Era da poco uscito il suo disco Parnassius Guccinii, quindi credo fosse il 1993 o al massimo il 1994. Me lo fece scoprire un mio amico che non smetterò mai di ringraziare per questo (a lui naturalmente non l’ho mai detto altrimenti…
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Sono ormai dieci anni che ho la fortuna di passare la settimana delle mie vacanze estive a Ortisei, piccolo comune della Val Gardena posto a 1.230 metri di altitudine sul livello del mare. Urtijëi in lingua ladina, che da quelle parti viene insegnata fin dalle scuole elementari, a testimonianza del forte sentimento di appartenenza della popolazione, St. Ulrichin tedesco (non dimentichiamoci…
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Esiste un tipo di ciclismo lontano anni luce da quello esasperato delle competizioni, delle biciclette ultimo modello da sfoggiare con gli amici al giro del sabato o alle granfondo, dei watt sprigionati, delle FTP e dei KOM su Strava. È quello vissuto a ritmo lento delle ciclostoriche, manifestazioni dove è d’obbligo presentarsi in sella a biciclette con determinate…
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Domenica 7 giugno si è corsa la Milano-Sanremo. Naturalmente non quella dei professionisti che si tiene a fine marzo, bensì quella non competitiva riservata agli amatori. Niente classifica perché in questo caso si pedala solo per il piacere di portare a termine un’impresa a dir poco mastodontica, dato che non si parla di persone che lo fanno…
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Dei tre Italiens de Paris Federico Zandomeneghi è forse il meno noto, eppure rispetto a Giuseppe De Nittis, ammaliato fin da subito dal canto delle sirene impressioniste, e al mondano Giovanni Boldini è stato il più vicino e partecipe alla vita scapestrata del bohémien, colui il quale incarna la figura dell’artista provocatorio, dissacrante e dissoluto che rifiuta recisamente le convenzioni borghesi,…
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È uscito da pochi giorni il mio libro 50 anni da Felice (Ediciclo) che racconta la vittoria di Gimondi al Giro d’Italia del 1976 con la bellissima ed emozionante postfazione della figlia Norma. Il titolo ha un doppio significato: il primo è riferito ovviamente al trionfo del campione bergamasco alla Corsa Rosa, il secondo è autobiografico dato che proprio quell’anno io venivo…
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«Ed ora, correte, correte, correte: tutta l’Italia vuole vedervi, ammirarvi. Tutti sentono il bisogno di applaudirvi. Il vostro bel gesto di aver saputo osare segna l’inizio di una vittoria. In ognuno di voi c’è l’anima di un trionfatore». Sono queste le parole che i centosessantasei corridori lessero sul volantino consegnato il 12 maggio 1909 alla punzonatura del…
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Nel 1920 Tristan Tzara pubblica il Manifesto sull’amore debole e l’amore amaro dove spiega come comporre una poesia dadaista: prendere un giornale e un paio di forbici, scegliere un articolo, ritagliarlo parola per parola e mettere tutto in un sacchetto, estrarre i foglietti uno dopo l’altro, metterli in fila, ricopiarli e declamare il risultato finale. «Ed eccovi diventato uno scrittore infinitamente…
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Giovedì 9 aprile 2026 sono entrato per la prima volta nella mia vita al Vigorelli-Maspes. L’occasione è stata la presentazione del libro di Giacomo Pellizzari dedicato alla figura di Antonio Colombo (a breve un articolo di approfondimento). Conoscendo la mia idiosincrasia nei confronti di Milano, in particolare per il suo mefitico traffico, sono arrivato al velodromo con un fantozziano anticipo…
